Photoshop per architetti e dintorni: facciamo chiarezza! Quali software Adobe usare per ogni elaborato?

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Photoshop per architetti e dintorni: facciamo chiarezza! Quali software Adobe usare per ogni elaborato?

Photoshop per gli architetti è un po’ come un buon obiettivo per un fotografo professionista. Utilissimo in tante occasioni… ma non in tutte!

Insomma, se tu fossi un fotografo naturalista e dovessi fotografare un branco di leoni, preferiresti usare una lente ampia e doverti avvicinare oppure uno zoom per tenerti il più lontano possibile? …ecco!

Calma, non sto dicendo che la Facoltà di Architettura sia popolata da bestie feroci!

Quello che voglio dire è che se sei alle prime armi nel mondo della progettazione architettonica, probabilmente hai un po’ di confusione su quale siano gli scenari d’uso più indicati per ciascun software a tua disposizione.

In particolare, uno degli errori più comuni in cui tantissimi studenti cadono (e anche più architetti di quanti tu possa immaginare) è pensare che Adobe Photoshop sia la scelta migliore per realizzare quasi tutti gli elaborati di progetto, finendo col considerare Photoshop per gli architetti come l’opzione più veloce e affidabile in qualsiasi occasione.

Ho notato che in questa convinzione entrano spesso in gioco la fretta, l’abitudine e il mancato insegnamento delle conoscenze software, quasi sempre assenti dai piani di studio delle Facoltà di Architettura.

Lo sai bene, le consegne si susseguono senza sosta l’una dopo l’altra e molto spesso si tira avanti usando lo strumento con cui si ha più dimestichezza. Invece di usare il software più indicato per ciascun elaborato, si finisce col per piegare le caratteristiche del programma che conosciamo meglio ad utilizzi per i quali non era magari stato nemmeno progettato.

Per fare un’analogia, è come se volessi raggiungere Parigi in bicicletta partendo da Milano… si può fare certo, ma non è proprio il modo più efficiente per viaggiare, almeno in questo caso!

Bene, nel 99% dei casi il software in questione è Photoshop, per gli architetti. Ma se bene o male durante gli studi questo dopotutto non è un gran problema, una volta che ci si affaccia al mondo del lavoro potresti renderti conto di avere delle lacune… e non sapere nemmeno per quale motivo gli studi di architettura richiedono la conoscenza di determinati programmi.

Niente paura! In questo articolo, ti mostrerò quali sono gli scenari d’uso ideali di Photoshop per gli architetti e in quali altri casi sarebbe invece più indicato ricorrere ad altri software.

Se già sai il fatto tuo in quanto a software, quest’articolo potrebbe sembrarti un po’scontato.

Ma questo è a tutti gli effetti l’articolo che avrei voluto leggere ai miei esordi da studente di Architettura, quand’ero ancora completamente ignaro su quali software fossero più indicati per ciascun elaborato.

Quindi andiamo con ordine e partiamo dalle basi!

Cos’è Adobe Photoshop? Perché Adobe Photoshop per l’architettura è così popolare?

Adobe Photoshop è di base un programma pensato per lavorare su immagini raster, cioè tutte quelle immagini formate da una griglia di minuscoli quadratini, i pixel.

Photoshop è pressoché indispensabile per chi vuole fare fotografia, fotomontaggio, fotomanipolazione, oppure illustrazione e pittura digitale. Non c’è da meravigliarsi quindi se Adobe Photoshop per gli architetti sia diventato uno dei software più usati.

Se ancora non hai una copia di Adobe Photoshop, puoi scaricarlo direttamente da questa pagina e provarlo gratuitamente per 7 giorni.

Dopo questi 7 giorni, la prova gratuita terminerà. Se sei uno studente potrai continuare ad usare Photoshop (assieme ad altre applicazioni che, come vedrai tra poco, ti torneranno utilissime), al costo di 19,83€ al mese, IVA inclusa.

Photoshop per gli architetti: gli scenari d’uso ideali

Photoshop per gli architetti: gli scenari d'uso ideali
Photoshop è un software per l’editing di immagini raster, quindi è senza dubbio l’ideale per la postproduzione di render e fotografie.

Dunque, a cosa serve Photoshop per l’architettura esattamente? Ecco le situazioni in cui il nostro software di fotoritocco preferito è una spanna sopra qualsiasi altra opzione.

Postproduzione di render e fotoinseirmenti.

Photoshop per gli architetti è lo strumento ideale per dare una marcia in più alle immagini generate in un software di modellazione 3D, tramite un motore di rendering come ad esempio Corona Renderer (di cui ho parlato in quest’articolo).

Photoshop consente di gestire un’infinità di aspetti diversi di un’immagine, dalla gradazione di colore all’intensità delle luci e delle ombre, passando per l’aggiunta di dettagli, entourage e texture.

Inoltre, Adobe Photoshop è il software più adatto per le operazioni di fotoinserimento, ossia l’integrazione di un render in una foto.

Adobe Photoshop per l’architettura è uno strumento essenziale, e lo è ancora di più per chi si occupa di rendering a tempo pieno. Io stesso ne faccio un larghissimo uso nel mio lavoro!

A proposito, se vuoi conoscere alcuni dei miei assi nella manica per ottenere il meglio dalle tue immagini, ho preparato per te una guida in tre parti che ti condurrà alla scoperta delle migliori tecniche di post-produzione in Photoshop per gli architetti.

Per ottenerla non dovrai fare altro che cliccare qui in basso, inserire il tuo nome e la tua e-mail. Riceverai la guida nella tua casella di posta elettronica in men che non si dica!

La guida alla post-produzione di The CTRL+Z Blog: scarica ora!

Infine, se la post-produzione per l’architettura ti appassiona e vuoi approfondire degli aspetti specifici, qui sul blog troverai i migliori tutorial sul web italiano relativi all’argomento. In particolare, dai un’occhiata a questi articoli!

 

Postproduzione di disegni (piante, sezioni, prospetti)

Come dicevo poco fa, Photoshop non è solamente un software di fotoritocco, ma è anche la soluzione ideale per realizzare illustrazioni digitali.

Quindi, Photoshop per gli architetti è allo stesso modo lo strumento migliore per applicare texture ed effetti pittorici a disegni 2D come piante, sezioni e prospetti esportati da un software di modellazione 3D o di disegno 2D.

Una buona post-produzione è particolarmente utile nei progetti a scala urbana e paesaggistica in cui molto importante mostrare come l’architettura si integri nell’ambiente circostante. Inoltre, è il metodo migliore per mettere in risalto le proprietà materiche degli edifici, soprattutto nelle sezioni e nei prospetti.

Ovviamente queste sono soltanto regole generali. Come vedremo tra poco ci sono delle eccezioni: il segreto per capire quale software usare in ciascuna occasione sta nel conoscere quali sono i punti di forza degli strumenti a tua disposizione, ma soprattutto avere sempre un’idea chiara del risultato che vuoi ottenere.

Smarrirsi nelle possibilità offerte dal software è semplice, perciò prima di iniziare a lavorare su qualsiasi disegno o immagine, ricorda sempre di consultare una “bussola”: cerca dei riferimenti grafici che possano guidarti nella realizzazione degli elaborati!

Cerchi ispirazione oppure una guida che ti aiuti nella post-produzione dei tuoi elaborati 2D? Ecco alcuni articoli che fanno al caso tuo!

 

Quando non usare Photoshop per l’architettura?

Photoshop per gli architetti non è però sempre la soluzione più indicata...
Photoshop per l’architettura è poco indicato per documenti impaginati come book di progetto o un portfolio. Come vedrai più avanti, esistono soluzioni di gran lunga migliori.

Adesso che conosci quali sono le situazioni in cui Photoshop per gli architetti è la scelta ideale, vediamo per quali elaborati è meglio sfruttare soluzioni più efficienti.

Il modo in cui ho ordinato i paragrafi che leggerai non è casuale, e ho deciso di partire dalle situazioni in cui Photoshop può ancora risultare un’opzione praticabile, fino ai casi in cui ti sconsiglio caldamente di utilizzarlo.

Elaborati in cui modificare colori e spessori di linea, come diagrammi o assonometrie.

Schemi, diagrammi e assonometrie sono ottimi strumenti per raccontare il funzionamento di un progetto in modo semplice e chiaro, grazie anche all’ausilio di pittogrammi, tratteggi, spessori di linea e frecce.

Ma è proprio nella gestione di questi elementi che Photoshop per l’architettura inizia a mostrare i suoi limiti. Infatti, Photoshop non consente di gestire tracciati e linee (nonché i relativi tratteggi, frecce e spessori) in modo agevole.

La soluzione che ti suggerisco risiede in quello che è il secondo software più famoso della suite Adobe, ovvero Adobe Illustrator.

Illustrator, a differenza di Photoshop, è un software di disegno vettoriale. Questo significa che le immagini che produce non sono raster, quindi formate da una griglia di pixel, ma sono immagini formati da una serie di geometrie che possono essere ingrandite all’infinito senza perdere dettagli.

Proprio per la sua natura di software di disegno vettoriale, Illustrator mette a disposizione tantissimi strumenti per modificare linee e tracciati nei modi più disparati. Questo lo rende la scelta ideale negli elaborati in cui gli spessori delle linee, i colori, le frecce e i tratteggi ricoprono un ruolo fondamentale nella comunicazione visiva.

Capiamoci, non è un errore imperdonabile rifinire un’assonometria o un diagramma in Photoshop, specie se l’elaborato non ha linee o tratteggi particolarmente complessi. Anzi, per realizzare un diagramma è cosa comune partire da un render (quindi un’immagine raster), e quindi sfruttare sia Photoshop che Illustrator!

Se vuoi qualche dritta su come sfruttare Adobe Illustrator per realizzare diagrammi, schemi e assonometrie, questi articoli sono l’ideale per iniziare.

Impaginazione di tavole architettoniche

E qui sono certo di aver fatto trasalire buona parte dei miei lettori. Anzi, sono pronto a scommettere che anche tu almeno una volta hai provato ad impaginare tavole architettoniche con Photoshop!

In effetti, per chi è alle prime armi e magari conosce soltanto Adobe Photoshop, viene quasi naturale usare questo software per impaginare le proprie tavole architettoniche.

Ma ricordi il discorso che ti ho fatto all’inizio dell’articolo sul pedalare da Milano a Parigi? Ecco, impaginare tavole architettoniche con Photoshop è proprio uno di quei casi.

Innanzitutto, Adobe Photoshop non è tra i software più indicati per collocare in modo agevole gli elaborati sulla tavola da disegno, specialmente se questi sono contenuti in file esterni.

Certo, Photoshop consente di importare file esterni sulla tavola di disegno e mantenere il loro formato originale tramite gli Oggetti Avanzati (in inglese Smart Objects) di cui ho parlato anche al punto 6 di quest’articolo), consentendo addirittura di collegarli al file originale.

Il problema è che più Oggetti Avanzati sono presenti sulla tavola da disegno, più il file aumenterà di dimensioni e meno sarà facile da gestire. A questo problema, va aggiunto anche il fatto che gli strumenti di selezione presenti in Photoshop per ridimensionare e spostare gli non sono tra i più responsivi.

Ma soprattutto, Adobe Photoshop non possiede uno strumento degno di questo nome per la creazione di griglie di impaginazione, e se hai letto il mio articolo su come impaginare tavole architettoniche, sai perfettamente quanto siano fondamentali per un buon risultato.

Anche in questo caso, Illustrator può rivelarsi una soluzione più efficiente grazie ai suoi strumenti di selezione e la possibilità di gestire facilmente le griglie di impaginazione… anche se c’è un’altra soluzione che ti rivelerò tra pochissimo, per me ancora più indicata di Illustrator.

Inizi a capire come Photoshop per gli architetti non sia la soluzione universale? 😉

Documenti a pagine multiple, come book di progetto o portfolio

Se le due situazioni precedenti erano dei casi limite in cui Photoshop per gli architetti potrebbe ancora dire la sua, per i documenti a più pagine (come ad esempio un book di progetto o un portfolio) è decisamente meglio rivolgersi ad altre soluzioni.

Un motivo è senz’altro uno di quelli che ho menzionato poco fa, ossia l’assenza di uno strumento valido per le griglie. Inoltre, Adobe Photoshop ha qualche difficoltà nell’impaginazione e la gestione di testi più lunghi di qualche paragrafo.

Infine, la lacuna più significativa riguardo a questo tipo di utilizzi è proprio l’impossibilità di gestire in modo adeguato documenti multipagina, caratteristica condivisa con Adobe Illustrator.

C’è da dire che sia Photoshop che Illustrator consentono di creare più tavole di disegno nello stesso file. Tuttavia, queste non sono delle vere e proprie pagine e non sono supportate da strumenti che le leghino tra di loro nello stile, nelle sequenze e che le preparino per la stampa.

La soluzione è Adobe InDesign, e fa parte della triade di software più celebri della suite Adobe.

InDesign è un software di grafica editoriale, ed è pensato soprattutto per i progetti a pagine multiple. In questo comparto ha davvero tutti gli strumenti che servono: griglie e margini, gestione dei contenuti come collegamenti esterni anche in modalità anteprima rapida e ovviamente supporto per pagine multiple, affiancate o meno.

Queste caratteristiche lo rendono un’ottima scelta anche per la composizione di tavole architettoniche, a parer mio anche più comoda di Adobe Illustrator.

In particolare, Adobe InDesign è lo strumento più adatto per impaginare un portfolio di architettura, al punto che ho deciso di includere il non usarlo a questo scopo come uno dei 7 errori da evitare assolutamente quando si costruisce un portfolio!

A proposito, se sei alle prese con il tuo portfolio di architettura e non hai mai usato un software di grafica editoriale, SOS Portfolio potrebbe essere proprio il corso che fa al caso tuo.

Oltre ad includere 6 videotutorial su come impaginare in modo rapido ed efficiente con InDesign, SOS Portfolio include un e-book di oltre 160 pagine pensato per guidarti passo dopo passo in tutti gli aspetti relativi alla costruzione del tuo portfolio di architettura, sia teorici che pratici.

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Scopri SOS Portfolio, la prima guida in italiano al portfolio di architettura!

Per chiudere…

Spero che questa veloce panoramica su quali siano gli utilizzi più indicati di Photoshop per gli architetti ti sia stata d’aiuto!

Capisco bene che il tempo per fare pratica con software nuovi spesso scarseggi, ma iniziare ad acquisire dimestichezza con delle nuove possibilità è sempre qualcosa che paga.

Vedila un po’ in termini di investimento: perdere un po’ di tempo oggi ad apprendere le basi di Illustrator e InDesign per risparmiare un sacco di tempo nei progetti futuri! Niente male come ritorno, non trovi?

Per quest’articolo è tutto. Noi ci vediamo prossimamente su queste pagine!

Federico

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