Lavorare come archviz artist: la guida dalla A alla Z alla candidatura lavorativa

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Lavorare come archviz artist. La guida definitiva alla candidatura lavorativa.

Come si prepara una candidatura da archviz artist efficace?

Diciamoci le cose come stanno, in Italia sono in molti a pensare ancora che chi si occupa di archviz sia semplicemente un architetto particolarmente bravo a realizzare immagini e a lavorare con software di modellazione 3D e motori di rendering.

La realtà dei fatti è che per essere un buon archviz artist è necessario coltivare delle abilità molto diverse da quelle richieste a un architetto.

E infatti, le due carriere sono a tutti gli effetti da intendersi come ben distinte e separate.

Sebbene abbia parlato molto spesso su queste pagine di come costruire una candidatura efficace, non mi sono mai dedicato ad approfondire il tema in chiave archviz, pur lavorando nel settore da un po’ di tempo ormai.

Alla fine del 2019 però, mi sono trovato per la prima volta a essere io a dover valutare personalmente dei portfolio di rendering e delle candidature da archviz artist, alla ricerca di freelance con cui collaborare per The Big Picture.

Questa piccola esperienza da recruiter mi ha aiutato a chiarirmi le idee e a comprendere meglio quali siano per me gli elementi di una candidatura da archviz artist efficace, facendo le dovute distinzioni e similitudini con le idee di cui ho già parlato in passato sul blog.

Quindi, complice anche questa strana estate del 2020, mi sono deciso a mettere nero su bianco le mie idee, assieme ad altre considerazioni maturate nel corso degli anni. Insomma, in questo articolo, ti spiegherò come preparare una candidatura da archviz artist, dalla A alla Z.

Che tu ti stia affacciando al settore per la prima volta, o abbia già qualche anno di esperienza nell’industria, sono sicuro che in questa guida troverai qualcosa che potrà tornarti utile 😉

Quindi accomodati pure, versati una tazza o un bicchiere della tua bevanda preferita e iniziamo questo viaggio assieme partendo dall’elemento più importante di una candidatura da archviz artist.

Sto parlando ovviamente del portfolio di rendering!

Preparare un portfolio di rendering per una candidatura da archviz artist.

Mockup di un portfolio di rendering

Come condividere un portfolio di rendering?

Il portfolio di rendering è senza dubbio il documento più importante da allegare a una candidatura da archviz artist.

Prima di buttarti a capofitto nella sua realizzazione però, leggi attentamente i requisiti della candidatura sul sito web degli studi presso cui ti andrai a rivolgere e assicurati di rispettarli.

Ricorda, nulla segnala una mancanza di professionalità più dell’ignorare i requisiti indicati da uno studio!

Riguardo al mezzo tramite cui condividere il portfolio di rendering, sono dell’opinione che un file PDF rimanga ancora il veicolo più immediato a tua disposizione.

Un PDF è semplicissimo sia da consultare che da conservare, e questo può fare la differenza nel caso lo studio vada a ripescare vecchie candidature per nuove posizioni lavorative.

Link a siti portfolio e profili su piattaforme online sono sicuramente ben accetti, ma non eguagliano la praticità di un PDF.

L’ideale sarebbe integrare il portfolio di rendering in PDF o il CV coi link alla tua presenza online così che il recruiter possa consultarli nel caso voglia dare un’occhiata al resto dei tuoi lavori.

Eviterei invece di incollare nella candidatura link a cartelle in cloud. Oltre a essere uno strumento molto macchinoso per questo genere di condivisione (soprattutto nel caso in cui le immagini vengano caricate come file separati) i link nelle e-mail finiscono il più delle volte con il non essere aperti anche per motivi di sicurezza informatica.

Ecco, se vogliamo provare a sintetizzare il concetto, fai in modo che chi riceve la tua candidatura debba fare meno clic possibili per consultarla.

Cosa inserire in un portfolio di rendering?

“Beh… immagini?”

Ok, questa era facile, anche se in realtà la risposta è un pochino più complicata di così… insomma, non puoi semplicemente riempire un PDF con le tue migliori immagini e pensare di chiudere la questione! Ci sono diversi fattori da considerare al momento di creare un portfolio di rendering, ma ce n’è uno in particolare che dovrebbe guidare le tue scelte: il destinatario della candidatura.

Una cosa che ho affermato mille volte in passato e che non mi stancherò mai di ripetere è che il miglior modo di dare il colpo di grazia ad una candidatura lavorativa è quello di inviarla col “pilota automatico”.

Ho parlato di candidature col “pilota automatico” in quest’articolo sugli errori che si commettono più spesso quando si costruisce un portfolio di architettura: sono quelle candidature preparate e inviate senza considerare il tipo di lavoro svolto dall’ufficio a cui sono destinate.

Un errore su tutti? Allegare un portfolio di architettura alla tua candidatura da archviz artist.

Questo è uno dei peggiori sbagli che tu possa commettere! Potrebbe sembrarti un’ovvietà, ma di candidature scartate per questo motivo ne ho viste più di quante tu possa pensare, e negli ultimi mesi io stesso ne ho archiviate alcune per la stessa ragione.

La questione è semplice: gli studi di archviz non sono interessati alla qualità architettonica dei tuoi progetti, bensì alla qualità delle immagini che sei in grado di produrre. Quindi, il portfolio di architettura classico pensato per spiegare il progetto non trova alcuna applicazione in una candidatura da archviz artist.

Andando nel particolare, devi sapere che il mondo dell’archviz è molto eterogeneo. La maggior parte degli studi di archviz, oltre ad avere uno stile riconoscibile e caratteristico (molto spesso influenzato dal tipo di workflow adottato) sono specializzati in una particolare nicchia di mercato e offrono un tipo di prodotto ben specifico.

Ad esempio, alcuni studi sono noti per creare immagini stupende per concorsi di architettura. Altri si occupano di real estate, magari progettando vere e proprie campagne di marketing e offrendo servizi che vanno ben al di là dell’immagine statica, mentre altri ancora sconfinano nel design degli interni e nel design del prodotto. E questa è solo una rapida panoramica su un settore estremamente variegato!

Confronto tra due studi di visualizzazione architettonica molto differenti tra loro: The Boundary e Proloog.
Un confronto tra due studi di visualizzazione architettonica molto diversi tra loro. Se The Boundary si occupa principalmente di real estate di lusso, il portfolio di Proloog è composto principalmente da immagini di edifici culturali e a uso misto, realizzate per concorsi di architettura.

Il tuo compito è quello di fare in modo che i contenuti del portfolio di rendering riflettano il tipo di lavoro svolto dall’ufficio presso cui stai inviando la tua candidatura, sia nel tipo di progetti che nello stile.

Ad esempio, un ufficio specializzato nel realizzare immagini di esterni di grandi progetti, come ad esempio torri a uso misto o edifici pubblici, difficilmente sarà interessato a un portfolio di interni estremamente dettagliati. Perciò, cerca sempre di declinare il tuo portfolio in base al tipo di studio che vuoi raggiungere! Se hai immagini che possono rispondere a diverse esigenze di mercato, confezionare diverse versioni dello stesso portfolio di rendering, con immagini differenti a seconda della nicchia di mercato in cui il destinatario della candidatura si colloca, potrebbe rivelarsi un’idea vincente.

(Ma più in generale, questo concetto vale per qualsiasi tipo di candidatura basata su un portfolio. Ne ho parlato in modo molto più approfondito in SOS Portfolio, la prima guida in italiano dedicata agli architetti alle prese con la costruzione del proprio portfolio di architettura.)

Quante immagini inserire in un portfolio di rendering?

Non è semplice dare una risposta secca a questa domanda, anche perché non esiste un numero ideale di immagini da inserire in un portfolio di archviz!

Credo però che un minimo di 6 immagini sia un buon punto di partenza per fornire una panoramica delle tue potenzialità.

Tieni in conto che il numero di immagini nel tuo portfolio di archviz dovrebbe aumentare proporzionalmente all’aumentare delle responsabilità richieste dalla posizione lavorativa. Inoltre, più aumenta l’esperienza richiesta, più ci si aspetta che le tue immagini abbiano una cifra stilistica costante e che tu sia in grado di gestire un progetto in modo indipendente dall’inizio alla fine, soprattutto per i ruoli di maggiore prestigio.

A questo proposito, se durante la produzione di una delle immagini presenti nel tuo portfolio di rendering hai curato solamente uno o più aspetti specifici del lavoro (come ad esempio la realizzazione della vegetazione, la modellazione 3D, le texture dei materiali o l’illuminazione della scena), assicurati di evidenziarlo nel portfolio o in fase di colloquio.

In ogni caso, a prescindere dal numero delle immagini è sempre meglio focalizzarsi sulla qualità piuttosto che sulla quantità, soprattutto per i ruoli di livello base. Più di qualunque altra cosa, i tuoi lavori dovranno esaltare il tuo occhio fotografico e la tua capacità di imbastire una narrazione visiva efficace attraverso la luce della scena, i dettagli e la composizione dell’immagine.

Ah, quasi dimenticavo: non sottovalutare l’ordine in cui mostrerai le tue immagini! Il primo e l’ultimo progetto di un portfolio sono statisticamente quelli che vengono guardati con maggiore attenzione (e anche questo, gli studenti di SOS Portfolio lo sanno molto bene). Quindi sfrutta la cosa a tuo vantaggio e apri e chiudi il portfolio con i tuoi lavori migliori!

Tuttavia, non è sempre facile valutare in modo oggettivo la qualità del nostro lavoro. Spesso ci innamoriamo di un’immagine in particolare e il nostro occhio critico va a farsi benedire, finendo col pensare che sia la più bella che abbiamo mai realizzato, quando in realtà… non è così (fidati, lo dico per esperienza personale!).

Proprio perché siamo coinvolti in modo così intenso nel processo creativo dietro alla realizzazione di un’immagine, è più che mai importante che tu chieda un parere esterno in fase di selezione e riordino, meglio ancora se quello di un occhio esperto.

Quanto è importante mostrare lavori personali in un portfolio di rendering?

Realizzare lavori personali è un po’ un marchio d’onore per chi lavora nel nostro settore, quasi uno status symbol.

Sono certo che se vuoi intraprendere questa carriera lo fai perché hai una grande passione per le immagini… e cosa meglio dei lavori non commissionati, quelli realizzati per puro diletto personale, esprime quanto siamo innamorati di questo lavoro? Perciò ben vengano i lavori personali in un portfolio di rendering!

Riguardo a questo, il mio suggerimento è quello di ridurre progressivamente la quantità di lavori personali in portfolio col crescere dell’anzianità richiesta dalla posizione lavorativa.

Se per un candidato junior è accettabile e quasi auspicabile che il portfolio contenga una parte sostanziosa di lavori personali, un candidato senior dovrebbe sforzarsi il più possibile di mostrare immagini realizzate in scenari di produzione reali.

Il motivo? Come accennavo prima, gli studi di archviz si aspettano che un candidato senior sia in grado di gestire un progetto dall’inizio alla fine in modo indipendente e in tempi di lavoro commercialmente ragionevoli.

Un lavoro non commissionato può occupare settimane (se non mesi!), quindi basare un portfolio su immagini realizzate in tempi molto dilatati non sarebbe indicativo delle tue reali abilità nel gestire un cliente e il processo di produzione.

Come scrivere un curriculum vitae da archviz artist?

Mira ad un design elegante ma pulito!
Questo è uno dei miei ultimi curriculum, per la precisione una versione di agosto 2017. Per saperne di più su come l’ho organizzato, dai un’occhiata a questo articolo!

Saper scrivere un curriculum vitae efficace è un’abilità molto utile, indipendentemente dal settore lavorativo a cui tu ti rivolga.

E penso che tu sia d’accordo con me quando dico che il tema del curriculum vitae avrebbe bisogno di uno spazio ben più ampio di una sezione! Perciò, se vuoi approfondire l’argomento ti rimando a quest’articolo in cui illustro 7 step per creare un curriculum impeccabile.

(Pur essendo pensati per gli architetti, i concetti che ho espresso nella guida che ti ho linkato sono validi anche per una candidatura da archviz artist, quindi applicali pure in tutta tranquillità!)

Quali sono le abilità tecniche richieste a un archviz artist?

Ciò che mi interessa approfondire in questa sezione sono le abilità richieste per una posizione da archviz artist. Chi svolge la professione sa bene che in questo lavoro è necessario far coesistere abilità artistiche e uno spirito geek, alimentato da conoscenze tecniche da tenere sempre al passo con gli sviluppi più recenti.

Se dovessi provare a fare una breve panoramica sulle abilità software più richieste dagli studi di archviz partendo dagli ambienti di modellazione, 3DS Max è considerato lo standard dell’industria, con Cinema4D che segue a ruota grazie a una consistente fetta di utenti affezionati.

Sempre riguardo agli ambienti di modellazione, ti consiglio di seguire con attenzione anche Blender, un’opzione open-source gratuita con motore di rendering integrato (Cycles), che in quanto a caratteristiche e performance in molte aree supera anche i software che ho citato prima. Blender è ormai una realtà più che consolidata, adottata da tanti freelance come prima scelta per la modellazione.

Per quanto riguarda i motori di rendering, la parte del leone se la spartiscono V-Ray e Corona Renderer (come confermato anche dal sondaggio annuale di CGArchitect del 2019), mentre Adobe Photoshop detiene un monopolio di fatto tra i software di post-produzione, con Affinity Photo che fa capolino come interessante alternativa low-cost e dalla licenza permanente.

Infine, se l’ufficio a cui ti stai rivolgendo si occupa anche di animazioni, e l’idea di lavorare su questo tipo di prodotti ti intriga, avere dimestichezza con Adobe Premiere, Adobe After Effects o Nuke potrebbe rivelarsi una carta vincente.

Assieme a questi software di base, viene spesso richiesta la conoscenza di alcuni plugin supplementari che facilitano enormemente determinati compiti, come quello di gestire la vegetazione in 3D (iToo Forest Pack o Corona Scatter, funzione integrata in Corona Renderer), o modellare in modo parametrico elementi della scena (iToo RailClone).

Anche qui, la richiesta dipende dal tipo di lavoro gestito dall’ufficio presso cui stai inviando la tua candidatura, e quindi non avrebbe molto senso fare un lungo elenco dei plugin più usati e delle loro funzioni.

Un’altra cosa che potrebbe tornarti utile sapere è che gli studi di archviz sono in genere più disposti ad accettare utenti provenienti da un motore di rendering differente da quello che usano in produzione, piuttosto che utenti abituati a lavorare in un ambiente di modellazione diverso.

Questo perché i motori di rendering sono accomunati da un funzionamento di base molto simile, oltre ad essere diventati nel tempo sempre più facili da usare e alla portata di tutti.

Basti pensare a come, nei requisiti per una candidatura da archviz artist, spesso Corona e V-Ray siano tra di loro intercambiabili. In effetti, il passaggio da un motore di rendering all’altro non richiede più di una manciata di ore, necessarie giusto ad abituarsi alle differenze.

Detto questo, ricorda però che non è saggio legarsi eccessivamente al software.

Il settore della visualizzazione architettonica è in costante evoluzione dal punto di vista delle tecnologie: gli strumenti che usi oggi potrebbero diventare obsoleti prima di quanto tu creda, quindi è bene stare al passo coi tempi e rimanere flessibili.

Alla fine dei giochi, ciò che fa davvero la differenza è la tua sensibilità artistica, da coltivare tramite lo studio e la pratica costante, e che resterà con te per sempre.

Sempre riguardo a quest’aspetto, presta sempre massima attenzione ai requisiti della candidatura. Di solito la descrizione della posizione lavorativa è molto chiara nel porre l’enfasi sulle abilità più importanti del candidato ideale.

Alcuni studi pongono l’accento quasi esclusivamente sulle abilità artistiche, offrendo supporto e addestramento all’utilizzo dei pacchetti software nel caso in cui la cosa si dimostri necessaria, mentre per altri la conoscenza del software è un requisito molto stringente.

Sappi anche che se in fin dei conti ci si aspetta che un candidato junior abbia delle lacune da colmare tramite la pratica e l’insegnamento, un senior archviz artist dovrebbe essere in grado di inserirsi a ritmo sostenuto nel processo di produzione fin da subito, e che quindi abbia già quasi tutte le conoscenze (sia tecniche che artistiche) richieste dallo studio.

L’importanza del networking per un archviz artist

Quanto sono importanti gli eventi di settore per un archviz artist?

Uno scatto preso dall'edizione 2019 delle d2 Conferences di Vienna, uno degli eventi di settore più importanti per un archviz artist.

Ho voluto dedicare la sezione finale a quanto sia importante per un aspirante archviz artist fare rete.

Il settore della visualizzazione architettonica è ancora giovane, e nonostante in alcuni segmenti il mercato sia saturato da freelance e piccoli studi, la comunità degli archviz artists rimane ancora relativamente contenuta.

In parole povere, nel nostro settore è molto facile che ci si conosca l’un l’altro, soprattutto a livello locale ;)

Questo ti fa comprendere facilmente quanto in quest’industria sia importante avere una solida rete di contatti. E quale momento migliore per ampliare il proprio network se non durante gli eventi di settore?

(Una postilla: quest’articolo è stato scritto ad agosto 2020, e al momento nessuno sa come cambierà il panorama degli eventi dal vivo alla luce delle conseguenze della pandemia. Ovviamente, speriamo tutti che si possa riprendere in sicurezza al più presto).

Agli eventi si respira di solito un’atmosfera informale e amichevole. Questo carattere informale è tipico della nostra industria e durante un evento di settore è molto semplice scambiare quattro chiacchiere con chiunque, persino coi fondatori degli studi più noti.

Non di rado gli studi approfittano delle conferenze di settore proprio per fare scouting e reclutare i migliori talenti, quindi se sei alla ricerca di un lavoro da archviz artist, investire sulla tua presenza ad uno di questi eventi potrebbe essere un’occasione d’oro.

Gli eventi più popolari in Europa sono organizzati con cadenza annuale, e coinvolgono dai 300 ai 900 partecipanti. I più gettonati sono la d2 Conferences a Vienna, solitamente organizzata a fine agosto, gli Academy Days di inizio ottobre a Mogliano Veneto e Total Chaos che si tiene a Sofia a fine maggio.

Il mio consiglio a riguardo? Scegli uno di questi eventi e preparati “alla vecchia maniera”. Biglietti da visita e un portfolio a portata di mano (elettronico è ok, ma stampato ha decisamente tutt’altro sapore!) ti aiuteranno a lasciare il segno.

In conclusione…

Con questo articolo, ho provato a fornirti un quadro quanto più completo possibile su come massimizzare le tue possibilità di successo per ottenere un lavoro da archviz artist, indipendentemente dalla tua esperienza e dalla posizione a cui aspiri.

Prima di salutarci però, voglio consigliarti un paio di risorse essenziali per approfondire l’argomento e lanciarti verso il successo.

Il banner del canale YouTube di Fabio Palvelli, imperdibile per qualunque archviz artist.

Innanzitutto, come non citare il canale YouTube di Fabio Palvelli (in lingua inglese), uno dei cofondatori della d2 Conferences?

Principalmente dedicato al freelancing e a tutto quello che riguarda il lato business dell’archviz, sul canale di Fabio potrai anche trovare video dedicati a chi è alla ricerca di un lavoro come archviz artist in uno studio.

In particolare, ti segnalo questo video su sulle strategie da adottare per ottenere un lavoro da archviz artist, oppure quest’altro approfondimento sulla differenza tra junior e senior artist.

Render IT! è una collezione di racconti e esperienze degli archviz artist italiani più famosi.

Ti consiglio anche di dare un’occhiata al canale YouTube Render IT! curato da Lisa Della Dora.

Render IT! è uno spazio in cui tanti archviz artist italiani hanno avuto l’opportunità di parlare della loro esperienza nel settore.

Nelle interviste potrai ascoltare storie interessanti e consigli utili su come muovere i primi passi nel settore. Ho dato anche io il mio contributo, che puoi trovare qui.

Per chiudere, a te la parola!

Qual è l’aspetto più complicato nel preparare una candidatura da archviz artist? Cosa ti ha aiutato più di ogni altra cosa a muovere i primi passi nel settore? Aspetto un tuo commento qui sotto!

Per ora passo e chiudo. In bocca al lupo con la tua candidatura e al prossimo articolo!

Federico

Lavorare come archviz artist: la guida dalla A alla Z alla candidatura lavorativa
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